VALERIA SCALONI

La creatività è ereditaria? A sentire la storia di Valeria sembrerebbe di sì. 

Giovane illustratrice torinese trapiantata a Madrid, ricorda che sin da bambina era attratta dal tecnigrafo sul tavolo da disegno di suo padre e trascorreva molte ore a disegnare in compagnia della nonna che amava insegnarle tutto ciò che sapeva sui colori. Ispirata da ciò che la circondava, non c’è da stupirsi che Valeria abbia seguito il percorso artistico.

Quando ci siamo incontrate mi ha raccontato che qualche tempo fa ha iniziato, insieme al suo papà, una ricerca sul passato della loro famiglia. Esplorando l’albero genealogico ha scoperto di avere alle spalle una discendenza di disegnatori per quattro generazioni! E se la cosa non risultasse ancora sufficientemente incredibile, si aggiunge il fatto che, a quanto pare, tutti avessero una predilezione per l’uso degli acquerelli. 

Oggi, a guardare i lavori di Valeria sembra che non ci siano dubbi: l’illustrazione è nel suo DNA. 

I suoi colori sono carichi e vivaci, esattamente come lei. 

Il suo feed di instagram è coloratissimo ed è costellato degli sketch della sua collezione dei 100 acquerelli da realizzare entro la fine dell’anno, un obiettivo che si è data da sola e che ci dà la possibilità di vedere attraverso i suoi occhi delle terre lontane, che Valeria ha visitato durante il suo ultimo viaggio. 

Sorridente, piena di energia, sembra riversare nei suoi disegni tutta la sua grinta. 

Ha sempre lavorato come freelance, anche se in passato ha collaborato per un’agenzia di comunicazione a tempo pieno. Complici la sua voglia di nuove sfide e il suo bisogno di essere in continuo movimento, Valeria non ci ha messo molto a capire che quella non era la sua dimensione ideale. 

“È una questione di scelte, ma non vuol dire che non lo rifarei” mi dice. 

Parlando del mondo del lavoro, mi spiega che pensa sia legittimo cambiare, provare, mettersi alla prova in situazioni differenti. Pensare di trovarsi a fare un giorno qualcosa di completamente diverso da quello che facciamo oggi sarebbe più naturale che credere di dover trovare il lavoro che faremo per sempre. 

Assecondare questa evoluzione e cercare un continuo equilibrio non la spaventa affatto. 

Non credo sia un caso che al centro delle sue illustrazioni vengano ritratte quasi sempre delle figure femminili. 

Valeria crede molto nelle donne, nella loro forza, nella loro capacità di superare gli ostacoli e di supportarsi le une con le altre. 

Riassumendo: è un’illustratrice, è un vulcano di energia, ed è una tipa tosta. Come poteva non piacerci?

Alessia Scognamiglio