Massimiliano Di Lauro

“Ma perché disegni?” “Perché mi diverto!”

In realtà, questa non è stata la prima cosa che Massimiliano mi ha detto. Ci siamo arrivati dopo aver chiacchierato a lungo su quanto sia buono il gelato al pistacchio, su quanto i cocker siano 'cani crepuscolari’ per il loro perdersi in chissà quali pensieri con lo sguardo fisso sull’infinito, su quanto Roma sia bella e caotica, su quanto vivere in un paesino dove tutti si conoscono sia rassicurante e a volte asfissiante, su quanti soldi entrambi spendiamo ogni volta che mettiamo piede in una libreria. 

Abbiamo chiacchierato così tanto, che ci siamo quasi dimenticati del perché avessimo iniziato a parlare. 

Ah già, i suoi lavori.

Massimiliano è un illustratore. È il suo lavoro. Ma quando ne parla si capisce che c’è qualcosa di più. 

È un fiume in piena quando si parla di illustrazioni. Inizia ad elencarmi i nomi di grandi maestri, a descrivere le loro opere, a parlarmi di piccole realtà ribelli dell’editoria illustrata e di progetti superfighi, mentre io faccio fatica a stargli dietro nel prendere nota della miriade di spunti che mi sta regalando. 

Mentre ascolto, ho la sensazione che non mi stia raccontando tutto questo per dar sfoggio della sua competenza, ma semplicemente perché non può farne a meno. 

Curioso per natura, Massimiliano è uno di quelli che ha bisogno di conoscere sempre di più, di ampliare gli orizzonti, di tuffarsi in qualcosa di nuovo. 

Mi ha mostrato alcuni dei lavori che ha fatto in questi anni. Li cerca uno ad uno, sfilandoli dal mucchio di libri che si accalcano sulle mensole della sua libreria. 

Ci tiene a mostrarmi tutti quelli che gli vengono in mente, ma ancora una volta lo fa con la purezza di un bambino che mostri la sua collezione di macchinine. 

Lo stile e i colori dei suoi disegni sono cambiati molto dal primo libro che ha illustrato (Mi Primer Viaje - Paloma Sanchez Ibarzabal). 

Da una forma delicata e quasi fiabesca, Massimiliano è arrivato ad uno stile molto più forte, fatto di colori accesi, spesso molto contrastanti, personaggi con teste e arti sproporzionati, dall’aspetto quasi grottesco.

Durante il suo processo creativo tende a sviscerare quello che sta illustrando, a scomporlo in tutti i dettagli per poi mettere a fuoco i particolari che lo hanno colpito di più e quelli su cui vuole che l’attenzione dell’osservatore si concentri. 

Uno degli incontri più importanti della sua vita è stato quello con Javier Zabala, un famoso illustratore spagnolo. 

Qualche anno fa, Massimiliano armato solo della sua curiosità e innocenza, contattò Zabala per invitarlo a tenere un workshop nella sua città. 

“Quando gliel’ho chiesto tutto mi aspettavo tranne che mi dicesse di sì!” mi ha confessato. 

Invece Zabalà accettò, e dalla Spagna volò in Puglia per tenere quel workshop che per Massimiliano ha significato tanto. 

Durante quei giorni ebbe modo di parlare molto con lui e fu proprio quel maestro a consigliargli di portare sempre con sé un taccuino su cui disegnare in qualsiasi momento. 

E lui l’ha preso in parola, riempiendo da allora moltissimi taccuini che conservano la traccia dei suoi ricordi. 

Mi ha mostrato alcune pagine, di quelle più recenti, nate durante la sua vacanza a Vulcano. 

Per un attimo mi è sembrato di sentire il profumo di quell’isola.

È stato un po’ come se qualcuno mi mostrasse il suo diario segreto. 

Alessia Scognamiglio