GIANLUCA GALLO

Lui e Lei. È la storia più vecchia del mondo, ma è una di quelle che non finiscono mai. 

L’amore ha ispirato e ispira canzoni, poesie, romanzi, e ogni altra sorta di opera d’arte. Non smettiamo mai di cercare le parole giuste, i versi adatti, i colori più simili alle sfumature dei nostri sentimenti.

La verità è che quello dell’amore è un universo inesauribile di situazioni che, sebbene siano comuni a tutti i mortali, non troveranno mai un’espressione definitiva. 

Ciascuno è impegnato nel suo personale tentativo di declinarne un pezzetto.

E in alcuni casi, lo sforzo privato di qualcuno di dar voce alle proprie emozioni finisce col dare voce a quelle di molti altri. 

guardarsi dentro

È quello che è successo a Gianluca, in maniera del tutto inconsapevole, con i suoi disegni. 

Quando gli ho chiesto come tutto sia iniziato, mi ha spiegato che si trattava solo del bisogno di tirare fuori quello che sentiva e che, in quel momento, lo faceva star male. Un tentativo di catarsi forse, come già gli succedeva con la musica quando si trovava a comporre e scrivere canzoni. 

Per molto tempo ha tenuto per sé ciò che disegnava. Poi ha iniziato a pensare che al di fuori delle quattro mura della sua stanza potesse esserci qualcun altro che provava le stesse cose, e che condividere avrebbe potuto giovare a tutti.

Ma quando immaginava “qualcun altro”, non credeva che la sua pagina FB avrebbe raggiunto 20.000 followers in tre settimane. 

“Solo in quel momento” mi ha detto “ho capito che stava succedendo qualcosa”. 

Gianluca è una specie di outsider nel mondo delle illustrazioni, preferisce guardare dentro sé piuttosto che vedere cosa succede fuori. Lui sa solo che disegna e gli piace, poi tutto il resto è successo. 

Ad esempio, a Natale uscirà il suo primo libro pubblicato con Rizzoli, e nel raccontarlo sembra quasi frastornato. 

Credo che i suoi personaggi conservino molto dell’autore. Sono anche loro sinceri e un po’ smarriti, come se fossero appena arrivati su un altro pianeta. Appena abbozzati, eppure riconoscibili. I lunghi capelli di lei diventano mare, cielo, città, e accolgono le paure e i sogni di lui. 

Cercarsi, sognarsi, trovarsi, perdersi. 

Gianluca riesce con poche metafore ad esprimere la malinconia che si prova dopo una delusione, la gioia che ci accende quando sentiamo di aver trovato la persona giusta, il senso di serenità che si prova quando si è amati da chi amiamo, la voglia di godersi insieme le piccole cose. 

Credo che la peculiarità dei suoi disegni sia il riuscire a esprimere la vulnerabilità dei personaggi, che non hanno paura di mostrare ciò che solitamente tendiamo a nascondere per paura di sembrare deboli.  

Non mi stupisce che a guardarli siano in molti a pensare “io mi sento così”. 

Nell’indeterminatezza dei tratti e nell’assenza dei volti dei protagonisti c’è tutta la libertà dell’osservatore che vede ciò che gli suggerisce il cuore, e la sua vita ci finisce dentro. 

Alessia Scognamiglio